La vie en rose

Dicono che il cibo vegano sia triste, che si mangia solo erba, posso assicurarvi che non è così. La mia scelta, due anni fà, di seguire la dieta vegana, mi ha portato a sperimentare molto dovendo escludere alcuni alimenti. Questa primavera, più di ogni altra, è una scoperta olfattiva, visiva e gustativa per me. Avete mai osservato, annusato, mangiato un fiore? Molti, non tutti sono edibili. La prima cosa da fare è procurarseli, non andando dai fiorai, a meno che non si è sicuri che i fiori non siano trattati con dei pesticidi. Bello è andare per prati, una semplice passeggiata in campagna, un regalo che si fa a se stessi, anche un modo per ridurre lo stress (stando attenti a raccogliere solo quello di cui si è sicuri). Nel mese di maggio potreste trovare le margheritine o pratoline, il trifoglio, le rose, la robinia o pseudo acacia, il sambuco, la malva, la calendula in fiore e tanti altri, con cui è possibile creare dei piatti belli da vedere e gustosi da assaporare. Ma tutto ciò non è una moda recente. Già nell’antica Roma, i petali di rosa venivano usati in come ingredienti in varie preparazioni. Nel medioevo i fiori di calendula officinalis venivano usati per guarnire le insalate. In una regione della Francia dal ‘600 in poi si imposero vari prodotti a base di viola. Generalmente i fiori contengono alte quantità di sostanze antiossidanti, che è particolarmente elevata in alcuni di essi, che possono essere utilizzati anche per scopi alimentari, come il nasturzio, alcune rose e crisantemi.

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torta di pan di spagna con panna e petali di rosa canina

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violette nel ghiaccio

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cioccolattini con fiori

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fiori di robinia in pastella dolce

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