Mosca Vegana parte terza

La mia avventura a Mosca, alla ricerca di locali vegani, è ormai conclusa. Scrivo ora seduta davanti al pc, nella mia casa a Pavia. Ormai sono tornata al mio amato orto, che presto ricomincerà a trasmettere emozioni ed a sfamare me e la mia famiglia (cibo per il corpo ma anche per l’anima).
Gli ultimi giorni a Mosca sono stati forse i più interessanti. Ormai i commessi dei negozi e locali veg mi conoscevano, ormai non mi fermavo solo per fare qualche domanda per il blog, ma anche semplicemente per chiacchierare. Negli ultimi giorni, mi è stata data la possibilità di conoscere un pochino meglio il mercato vegano russo, entrarci in contatto. Nel week end 27/28 gennaio, si è svolto un festival vegano, che ha riunito, e riunisce mensilmente, produttori e food truck, con molti ospiti, interviste e esibizioni di nomi famosi ai russi. La manifestazione come ho potuto vedere, è stata molto frequentata nei due giorni, ed io ho avuto la possibilità di far assaggiare alcuni miei piatti, dolci e salati. Ho avuto anche la una bellissima esperienza, grazie ai ragazzi di Falafel Guru, che mi hanno gentilmente offerto il loro spazio, di fare un corso su come fare la pizza con la pasta madre. Ammetto che è stato emozionante e mi sono divertita tanto (e la pizza è loro piaciuta, cosa più importante).

Mosca non si ferma mai. E’ una città enorme, con 12.000.000 di abitanti dichiarati (chissà poi quanti non dichiarati). I vegani saranno forse il 2%, ma probabilmente anche di meno, ma il numero è in forte aumento. Come aumentano le aperture di locali, a volte solo piccoli corner nei mercati, in cui è però possibile mangiare anche vegano. Nel mese in cui ho vissuto a Mosca, vi sono stati aperti due locali: ”Green Point”, un fast food vegetariano vicino alla stazione dei treni e metropolitana Belorusskaja e ”Mox (muschio in russo)/gastronomia verde” in un mercato molto conosciuto ed apprezzato che è il Danilovskij Rinok.
Nel giro di un mese, non sono riuscita a vedere tutto quello che avrei voluto vedere od assaggiare. Mosca come dicevo è enorme e le opportunità davvero tante e non si ferma mai.

Ho conosciuto i Falafel Guru, un gruppo di ragazzi giovani ed intraprendenti, i cui ideatori, sono due amici che hanno fatto del cibo vegano la loro vita. Aperti da novembre, in un posto un pochino lontano (però per i loro falafel, val al pena di far il viaggio), in un mercato anch’esso aperto da poco ed ancora non molto noto. Li ho conosciuti grazie ad Instagram, quasi per caso, solo perché un’amica da Torino, mi aveva segnalato la loro pagina sull’applicazione appunto di Instagram. Mi è piaciuto tutto di loro. Il falafel con o senza funghi, le zuppa (di funghi o lenticchie) ed i prezzi che fanno sono decisamente da segnalare. Uno degli ideatori del progetto Pavel, mi ha raccontato che aveva assaggiato ad Odessa (Ucraina) i migliori falafel che avesse mai mangiato. Erano fatti da siriani ed alla loro ricetta continua ad ispirarsi, benché nei loro piatti, e tanto meno nei falafel, venga usato l’aglio o la cipolla. Pavel segue la dieta ayurvedica, ma credetemi, i piatti non perdono di gusto, perché c’è un trucco, usano la spezia asafetida che ricorda un pò il sapore della cipolla e dell’aglio.
Se venite a Mosca, consiglio di cercarli.
http://www.falafelguru.ru/

Un altro locale che mi ha colpito moltissimo, è stato il primo e forse l’unico locale totalmente crudista di Mosca. Un locale, non molto grande, con al massimo 6 tavoli, ma la cosa che più mi ha colpito, oltre al cibo naturalmente, è stata l’atmosfera del locale stesso. Il giorno in cui ci sono andata, faceva freddo, eravamo a -18 gradi sotto zero. Il locale non è distante dalla metropolitana, 7’/10′ di cammino, dipende dal passo (che per gli standard di Mosca è ben poca cosa), ma bisogna arrivarci. L’uscio e la finestrona, già dal di fuori, mi ha colpito, ma soprattutto mi ha colpito quando sono entrata, sentire in sottofondo il cinguettio di uccellini, un caldo tepore e vedere dall’interno del finestrone, la strada fredda e buia, ormai ”lontana”. Mi è piaciuto molto, mi sono sentita al sicuro.
All’interno su delle grandi lavagne sono scritti i piatti, le bevande ed i prezzi. Tutto crudista. Mi colpiscono alcuni nomi, tra cui il nome stesso del locale (Skatert’ Samobranka è in una fiaba russa, una tovaglia magica che aprendosi si colma di cibo, non rimane mai vuota). Alcuni nomi di piatti arrivano direttamente dalle favole russe, altri sono nomi normali, che non evocano ricordi o sensazioni particolari, se non quelle legate prettamente ad un gusto già conosciuto. L’unica attenzione che consiglio di avere, è di controllare che non venga usato il miele.
https://vk.com/rawcafesamobranka

Mosca comunque è una continua scoperta.

Green Point fast food vegetariano
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Mox / gastronomia verde
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Falafel Guru
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Falafel Guru
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Falafel Guru
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Skatert’ Samobranka
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Skatert’ Samobranka
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Skatert’ Samobranka
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